machine-learning
- Addestramento BPE
La costruzione, su un corpus, della tabella ordinata delle fusioni e del vocabolario
- Apprendimento automatico
Far ricavare le regole alla macchina dagli esempi, invece di scrivergliele: nelle parole di Samuel (1959), programmare un calcolatore perché si comporti in un modo che chiameremmo apprendimento, eliminando gran parte della programmazione minuziosa
- Apprendimento non supervisionato
Trovare struttura in dati senza etichette: gruppi, somiglianze, anomalie
- Apprendimento per rinforzo
Imparare da azioni e ricompense invece che da esempi: la macchina-bambina istruita per punizioni e premi (Turing 1950), la routine di Samuel (1959), e il metodo dietro i modelli di ragionamento di oggi
- Apprendimento supervisionato
Imparare da esempi etichettati: coppie di ingresso e risposta giusta, da cui il modello generalizza; il modo più diffuso nelle applicazioni aziendali
- Attenzioni raggruppate
La famiglia di soluzioni nei pesi che comprime la cache di chiavi e valori: la GQA condivide chiavi e valori fra gruppi di teste, la MLA li comprime in un vettore latente; il motore può aggiungere la quantizzazione della cache al volo
- Autoattenzione
Il meccanismo di attenzione applicato da una sequenza verso sé stessa: ogni posizione interroga le altre posizioni della stessa sequenza
- Blocco del Transformer
L'unità che si ripete lungo la pila: una normalizzazione, l'attenzione multi-testa, una connessione residua, poi una seconda normalizzazione, l'MLP e una seconda connessione residua
- Byte pair encoding
Famiglia di algoritmi che costruisce unità a lunghezza variabile fondendo ripetutamente coppie frequenti; la variante di Sennrich parte da caratteri, quella di GPT-2 dai byte
- Cache di chiavi e valori
La memoria che il motore riempie durante la generazione con le chiavi e i valori già calcolati, per non ricalcolarli: possibile perché il passato è fisso; nell'addestramento non esiste
- Campionamento
La scelta del prossimo token secondo le probabilità - con la temperatura che le schiaccia o le appiattisce - invece di prendere il candidato più probabile
- Codifica BPE
L'applicazione a un testo nuovo della tabella delle fusioni già appresa
- Codifica one-hot
Un vettore lungo quanto il vocabolario, composto di zeri tranne un unico 1; rende ogni voce equidistante dalle altre
- Connessione residua
La somma dell'ingresso di un sotto-blocco con la sua uscita: il segnale e il gradiente hanno una scorciatoia, e ogni blocco corregge invece di riscrivere
- Costo per token
Quanto si paga per ogni token di ingresso, di ragionamento e di uscita: dipende dalla lingua attraverso il tokenizzatore, dalla finestra di contesto, dai parametri attivi e dai token di ragionamento
- Costo quadratico dell'attenzione
Il prezzo del collegamento diretto: ogni posizione si confronta con tutte le precedenti, e i confronti crescono col quadrato della lunghezza della finestra
- Decoder-only
La forma del Transformer che genera: legge la sequenza e produce il prossimo token con la maschera causale; la forma di GPT, Claude, DeepSeek, Qwen e GLM
- Discesa del gradiente
Correggere ogni peso spostandolo di un passo nella direzione che riduce l'errore, come scendere un pendio seguendo la pendenza del punto in cui ci si trova
- Domanda, chiave e valore
Le tre proiezioni apprese ricavate dal vettore di ogni posizione: la domanda interroga, la chiave si lascia trovare, il valore è il contenuto che viene trasmesso
- Embedding del token
Il vettore iniziale associato a un token prima che gli strati lo mettano in relazione col contesto
- Embedding di parola
Il vettore statico associato a una parola intera nei modelli storici come word2vec
- Embedding posizionale
Un vettore che introduce l'informazione sulla posizione occupata dal token, usato da nanoGPT e da altre architetture
- Encoder-decoder
La forma che legge e poi genera: il codificatore trasforma l'ingresso, il decodificatore produce l'uscita; la forma della traduzione e di T5
- Encoder-only
La forma del Transformer che legge senza generare: trasforma la sequenza in rappresentazioni; la forma di BERT
- Funzione di attivazione
La funzione che trasforma la somma pesata nell'uscita del neurone: nel percettrone è un gradino (0 o 1); nelle reti moderne è una curva morbida
- Generalizzazione
Rispondere bene su esempi mai visti durante l'addestramento: la differenza fra aver colto un criterio e aver memorizzato la raccolta di esempi. Si misura tenendo da parte esempi di prova
- Gradiente che svanisce
Negli strati profondi il segnale d'errore si spegne, perché torna indietro moltiplicato per pendenze minori di 1 a ogni strato: gli strati vicini all'ingresso smettono di imparare
- Identificativo del token
Il numero intero che individua una voce del vocabolario; è un indirizzo, non una quantità dotata di significato
- Istruzione supervisionata
La seconda fase: riaddestrare il modello su coppie di istruzione e risposta, perché impari a obbedire invece di continuare; è l'inizio dell'allineamento
- Maledizione della dimensionalità
La crescita combinatoria delle sequenze possibili, tanto rapida che nessun corpus può coprirle tutte
- Maschera causale
Il vincolo che impedisce a ogni posizione di usare le posizioni successive, ponendo a meno infinito i loro punteggi prima della softmax
- Matrice degli embedding
Un parametro appreso con una riga per ogni token e una colonna per ogni dimensione del vettore
- Meccanismo di attenzione
Il calcolo che produce, per una posizione, una somma pesata dei valori delle altre posizioni, con pesi decisi dalla compatibilità fra domanda e chiavi
- Memoria unificata
La memoria condivisa fra processore e scheda grafica, come nei chip Apple: un modello può usare tutta la memoria della macchina
- Miscela del corpus
Le proporzioni di lingue e argomenti nel corpus su cui si addestra il tokenizzatore: decidono quali parole ottengono voci intere e quali si compongono a pezzi
- Miscela di esperti
L'architettura che sostituisce l'MLP del blocco con una schiera di esperti e un router: i parametri totali crescono, il calcolo per token usa solo gli esperti scelti
- MLP del Transformer
Lo strato che allarga ogni vettore di quattro volte, lo passa per una curva morbida e lo riporta alla dimensione di partenza, elaborando ogni posizione da sola
- Modelli di ragionamento
I modelli che pensano a lungo prima di rispondere, con catene di ragionamento interne, addestrati con ricompense verificabili
- Modello denso
Il modello che attiva tutti i suoi parametri a ogni token, in addestramento e in generazione: il costo per token è proporzionale alla taglia
- Modello n-gramma
Un modello statistico che stima il prossimo token dalle frequenze di sequenze corte osservate e, quando i conteggi mancano, può ricorrere a sequenze più brevi
- Modi di acquisto di un modello
Le tre forme in cui un modello di linguaggio si compra: a servizio pagando a token, come modello privato su macchine a noleggio pagando a ore, o su macchine proprie come investimento; ogni forma sposta il punto dove i costi colpiscono
- Motore di inferenza
Il software che carica i pesi di un modello e li esegue per produrre le risposte: gestisce la cache, il campionamento e le richieste
- Neurone artificiale
L'unità di calcolo ispirata al neurone biologico: riceve ingressi, li somma pesati, produce l'uscita attraverso una funzione di attivazione. Discende dal neurone logico di McCulloch e Pitts, che però aveva i pesi fissati a mano
- Normalizzazione di livello
La messa in scala che riporta i vettori a una scala comune prima di ogni operazione, tenendo i numeri sotto controllo lungo la pila
- Parallelismo per livelli
La spartizione del modello fra più computer per gruppi di strati: le attivazioni attraversano la rete da uno stadio all'altro a ogni token; somma la capacità delle macchine
- Parallelismo tensoriale
La spartizione del modello per fette di matrice: ogni macchina tiene una parte di ogni strato e scambia le somme parziali a ogni passaggio; richiede un'interconnessione velocissima
- Percettrone
La prima rete neurale che impara da sola i propri pesi: somma gli ingressi moltiplicati per i pesi e si accende se la somma supera la soglia. Costruita da Rosenblatt (1957-58) anche come macchina fisica, la Mark I
- Pesi
I numeri che dicono quanto conta ciascun ingresso: positivi a favore, negativi contro. Sono ciò che l'apprendimento regola - nella Mark I erano potenziometri mossi da motorini
- Pesi di attenzione
I coefficienti, prodotti dalla softmax sui punteggi fra domanda e chiavi, con cui una posizione pesa le altre; sommano a 1
- Preaddestramento
La prima fase: predire il prossimo token su un corpus enorme; il modello impara il sapere ma continua il testo invece di rispondere
- Problema della sequenza
La difficoltà di trattare lunghezze variabili, ordine e dipendenze lontane senza legarli a una finestra rigida di ingressi
- Problema XOR
Il caso di scuola della non separabilità: quattro punti - risposta 1 per 0·1 e 1·0, risposta 0 per 0·0 e 1·1 - che nessuna retta divide. L'argomento con cui Minsky e Papert (1969) segnarono il limite del percettrone a uno strato
- Profondità della rete
Il numero di strati. Più strati permettono gerarchie di tratti - semplici nei primi, composti nei successivi - che uno strato solo, per quanto largo, paga carissimo
- Quantizzazione
La compressione dei pesi da sedici bit a otto o quattro: il modello occupa meno memoria e arriva più in fretta, a scapito di un po' di precisione
- Rappresentazione contestuale
Il vettore trasformato dagli strati del modello in funzione degli altri token accessibili
- Regola di apprendimento del percettrone
A ogni errore: nuovo peso = peso + tasso di apprendimento × errore × ingresso. I pesi si spostano solo dove l'ingresso era acceso, e la soglia si aggiusta in direzione opposta
- ReLU
La funzione di attivazione oggi standard negli strati nascosti (Rectified Linear Unit, unità lineare rettificata): zero sotto lo zero, la somma così com'è sopra; pendenza 1 ovunque sia accesa, costo di calcolo minimo
- Rete neurale multistrato
Neuroni artificiali disposti in strati, ognuno dei quali legge le uscite del precedente: con almeno uno strato nascosto e curve non lineari supera il limite della retta del percettrone
- Rete neurale ricorrente
Una rete che legge la sequenza un elemento alla volta, conservando in un vettore di stato la storia degli elementi già visti
- Retropropagazione
L'algoritmo che ripartisce l'errore all'indietro, strato per strato, in proporzione alla responsabilità di ciascun peso; l'idea fu scoperta da più gruppi negli anni Settanta e Ottanta, e Rumelhart, Hinton e Williams (1986) la resero lo strumento di tutti
- Rinforzo con ricompense verificabili
Il rinforzo la cui ricompensa è un fatto: la risposta giusta, il test che passa; da qui emergono i modelli di ragionamento
- Rinforzo da preferenze umane
Il rinforzo la cui ricompensa è un gusto: classifiche umane, un modello di ricompensa, e l'addestramento a produrre risposte preferite
- Scheda del modello
Il documento che accompagna un modello: dichiara famiglia, taglia, parametri attivi, finestra di contesto, tokenizzatore e licenza - e a volte tace sull'architettura
- Separabilità lineare
La condizione in cui una retta (un piano, in più dimensioni) lascia tutti gli esempi di una classe da una parte e tutti gli altri dall'altra: l'unico mondo in cui un percettrone può riuscire, perché un percettrone è una retta che si sposta
- Softmax
La trasformazione che converte le somme d'uscita in probabilità: ogni somma passa per l'esponenziale e si divide per il totale; tutte positive, sommano a 1, coi distacchi amplificati
- Soglia
Il livello che la somma pesata deve superare perché l'uscita si accenda; nei testi in inglese entra nella formula col segno cambiato, sotto il nome di bias
- Sovradattamento
Imparare a memoria gli esempi invece del criterio: eccellente sull'addestramento, inutile sui dati mai visti; si smaschera col metro della generalizzazione
- Sparsità delle attivazioni
La regolarità per cui una piccola frazione di neuroni è attiva su quasi tutti i token, mentre la maggior parte si attiva di rado: è ciò che rende indovinabile lo streaming
- Strato nascosto
Lo strato fra ingresso e uscita, che nessuna etichetta raggiunge direttamente: trasforma i dati finché il problema diventa separabile
- Streaming dei pesi
La lettura dei pesi dal disco al bisogno invece di caricarli tutti in memoria: con mmap, col caricamento pigro degli esperti del MoE, o con la cache dei neuroni attivi
- Tabella delle fusioni BPE
L'elenco ordinato delle coppie che il tokenizzatore può fondere, appreso sul corpus di addestramento
- Tasso di apprendimento
La lunghezza del passo della discesa: troppo alto scavalca la valle oscillando, troppo basso non arriva
- Teorema di approssimazione universale
Una rete con un solo strato nascosto abbastanza largo può approssimare qualunque funzione continua (Cybenko, 1989). Garantisce che la rete esiste, non che l'addestramento la trova
- Teorema di convergenza del percettrone
Se esiste una retta che separa gli esempi, la regola di apprendimento la trova in un numero finito di correzioni (Rosenblatt; dimostrazione classica di Novikoff, 1962)
- Testa d'uscita
L'ultimo strato che riporta il vettore alla taglia del vocabolario, da cui la softmax produce le probabilità del prossimo token
- Teste di attenzione
Una delle copie parallele del meccanismo, ciascuna con le proprie proiezioni, che guardano la stessa sequenza da sottospazi diversi
- Tokenizzazione
La trasformazione del testo in una sequenza di token secondo un vocabolario; può operare a caratteri, parole, sottoparole o byte
- Trapianto del vocabolario
La sostituzione del tokenizzatore in un modello già addestrato: si ricostruiscono le righe della matrice degli embedding e la testa di uscita, spesso la stessa matrice, e si riprende l'addestramento perché le righe nuove partono quasi casuali
- Vocabolario
L'elenco finito dei token disponibili, con un identificativo assegnato a ciascuna voce
erp
- AMS
Il servizio che gestisce e manutiene il sistema a progetto chiuso, teso fra l'efficienza per chi usa e la sostenibilità per chi paga
- Analisi fit-gap
Il confronto, voce per voce, fra quello che un sistema fa nel suo standard e quello che l'azienda chiede, con cui nelle prime settimane di progetto si classificano centinaia di requisiti
- Architettura dei sistemi informativi
Il disegno d'insieme dei sistemi dell'azienda: quali avrà, come si parleranno fra loro, che cosa si compra, che cosa si costruisce, che cosa si spegne
- Archivio storico
Lo storico transazionale che non si migra: resta consultabile fuori dal sistema nuovo
- Censimento delle integrazioni
L'elenco dei sistemi che circondano l'ERP, con la decisione presa per ciascuno - si integra, si sostituisce, si spegne - e per ognuno proprietario, flussi, momento, volume e comportamento in caso d'errore
- Certificazione dei dati
La verifica dei valori sul mondo reale - magazzino contato, contratti riletti, listini confermati - e la firma con cui un proprietario dichiara quei dati buoni per il sistema nuovo
- Ciclo di vita del sistema
Le versioni, gli aggiornamenti e la durata del supporto di un ERP, da tenere compatibili con gli obiettivi aziendali
- Cigno nero di progetto
Il progetto il cui sforamento esce da ogni previsione: uno su sei nei progetti informatici, con costi in media al triplo
- Configurazione
L'adattamento del sistema dentro i parametri che il prodotto prevede: sopravvive agli aggiornamenti
- Congelamento delle anagrafiche
Il momento da cui il sistema vecchio non accetta più modifiche ai dati in viaggio
- Core pulito
La disciplina di lasciare intatto il core - il codice standard che il produttore di un ERP scrive e riverifica per tutti i suoi clienti - adattando il sistema con la configurazione e le estensioni: è ciò che lo tiene aggiornabile in cloud
- Costo di uscita
Quanto costa lasciare sistema e fornitore: dati da riportare fuori, integrazioni da riscrivere, licenze, formazione da rifare
- Costo totale di possesso
La somma dei costi, diretti e indiretti, lungo il ciclo di vita del sistema: acquisto, realizzazione, infrastruttura, formazione, manutenzione, aggiornamenti, personalizzazioni, uscita
- Dati di prova
I dati migrati veri su cui i test hanno senso: anagrafiche, saldi e documenti dell'azienda, con le loro eccezioni
- Debito di collaudo
I difetti noti lasciati passare per tenere la data: non spariscono, consumano i rilasci successivi con gli interessi
- Decisioni informatiche
Le scelte che determinano il costo del progetto e il futuro del sistema: personalizzare o tenere standard, collegare o spegnere, dare precedenze, decidere quando aggiornare
- Delega effettiva
La decisione affidata, con autorità vera, a chi ha gli strumenti per entrare nel merito; il suo contrario, l'accentramento, riduce ogni scelta a bilancio e date
- Deriva del perimetro
L'allargamento non governato di ciò che il progetto deve consegnare, una richiesta alla volta
- Direzione IT
La regia tecnica del progetto e del dopo: conduce fornitori e calendario, verifica che i requisiti siano coperti, risponde di interfacce, dati, disponibilità, sicurezza e conformità, disegna il supporto (AMS) e veglia sul ciclo di vita del sistema
- Diritti di decisione
L'assegnazione esplicita di chi decide che cosa: gli investimenti, gli standard e l'architettura, i bisogni
- Estensione
L'aggiunta a un ERP che non ne tocca il codice standard, in due forme: dentro l'ambiente di sviluppo del sistema, sui punti di aggancio che il produttore dichiara, oppure accanto, in dialogo attraverso interfacce documentate; sopravvive agli aggiornamenti per costruzione, ma a ogni aggiornamento va riprovata sui suoi punti di contatto
- Filtro dei conflitti
Il tavolo tecnico che scioglie i conflitti di merito e fa salire ai vertici solo ciò che sposta perimetro, costi o equilibri fra reparti
- Formazione per ruolo
L'addestramento di ciascun ruolo sui processi e sui dati propri, vicino al rilascio, al posto della sessione unica per tutti
- Gestione del cambiamento
Il lavoro organizzato che fa adottare il sistema alle persone: comunicazione, coinvolgimento, formazione, supporto, con tempi più lunghi di quelli tecnici
- Go-live
L'accensione del sistema in esercizio: una partenza con una data, non un traguardo
- Governo della tecnologia
La funzione che prende le decisioni informatiche per conto dell'azienda: decidere, verificare, rispondere, disegnare il futuro
- Integratore di sistema
Il partner che realizza il progetto; la sua esperienza di settore decide quanta strada si fa configurando prima di personalizzare
- Integrazione con sistemi di terzi
Il collegamento dell'ERP agli altri sistemi dell'azienda; per ognuno la decisione iniziale è se integrarlo o sostituirlo, e ogni interfaccia è un contratto fra due programmi da mantenere
- Inventario delle interfacce
Il registro vivo dei flussi coi sistemi di terzi: proprietario, formato, frequenza, comportamento in caso d'errore, e chi risponde dall'altra parte
- Key user
La persona del reparto che conosce il processo vero e fa da ponte col progetto: requisiti, test, validazione dei dati, formazione dei colleghi, supporto al rilascio; poi riferimento per gestione e manutenzione
- Localizzazione
L'adeguamento del sistema a lingua, norme fiscali e adempimenti di un paese
- Migrazione dei dati
Il viaggio di anagrafiche, saldi e partite aperte dal sistema vecchio al nuovo, con la qualità verificata a ogni tappa
- Migrazione di prova
Il passaggio completo, interfacce comprese, eseguito e cronometrato finché tempi e scarti non sono noti
- OData
L'Open Data Protocol: lo standard aperto per leggere e scrivere dati via web, adottato da Microsoft per le entità dati di Dynamics 365 e da SAP per le API applicative di S/4HANA
- Passaggio all'esercizio
Lo smontaggio del progetto con le consegne a chi resta: l'AMS subentra, i key user diventano riferimento, la chiusura ha una firma
- Perimetro del progetto
Ciò che il progetto consegna e, altrettanto esplicito, ciò che non consegna
- Personalizzazione del software di base
La modifica al comportamento standard del sistema, con il suo seguito di riprova a ogni aggiornamento
- Pianificazione ERP
La fase che decide perimetro, requisiti, responsabilità e criteri di misura prima che si tocchi il sistema
- Piano a tappe
Il documento che divide il progetto in fasi con traguardi verificabili
- Piano dei test
Il calendario condiviso delle prove: chi prova che cosa, quando, su quali dati; è completo quando percorre per intero il ciclo attivo e il ciclo passivo, e il suo pannello di avanzamento e difetti è visibile a direzione e key user
- Presidio rafforzato
Il periodo dichiarato dopo il go-live in cui il progetto resta schierato: consulenti raggiungibili, key user col tempo prenotato, canale corto
- Procedura ombra
Lo strumento nato ai margini del gestionale, mai dichiarato perché nessuno lo considera un sistema, che emerge quando il sistema nuovo non ne copre la funzione
- Prova su casi propri
La verifica del sistema sui processi e sui dati dell'azienda, con un criterio di riuscita scritto prima, oltre la dimostrazione del fornitore
- Pulizia dei dati
La bonifica di duplicati, incoerenze e campi vuoti, fatta nel sistema vecchio prima del viaggio
- Quadratura
Il confronto dei saldi fra sistema vecchio e nuovo, conto per conto, firmato da chi ne risponde
- Raccolta dei requisiti
Il censimento di ciò che il sistema deve fare, condotto con chi lo userà davvero e non solo con chi lo compra
- Registro del miglioramento
La coda governata delle richieste dopo il lancio: personalizzazioni rimandate, mancanze emerse, idee dei reparti, con priorità, responsabili e revisione periodica
- Registro delle deroghe
Il quaderno di governo dove ogni personalizzazione del codice standard entra con motivo, firma, costo di riverifica stimato e data di revisione; vi entrano anche le soluzioni verticali, col nome di chi ne garantisce la manutenzione
- Resistenza al cambiamento
L'opposizione delle persone al sistema nuovo: in parte timore che si cura con la chiarezza, in parte informazione su processi che il disegno non ha capito
- Responsabilità condivisa
Il modello, pubblicato dagli stessi fornitori cloud, per cui dati, dispositivi, account e accessi restano responsabilità del cliente, qualunque sia il servizio comprato
- Ricostruzione dell'esistente
La tentazione di rifare nel sistema nuovo il sistema vecchio, funzione per funzione, finché il nuovo non somiglia al vecchio: si pagano i prezzi di entrambi
- Riverifica perpetua
Il costo strutturale della modifica del codice standard di un ERP: a ogni aggiornamento del produttore, tutto ciò che si è toccato va provato di nuovo, per l'intera vita del sistema
- Scala delle risposte
L'ordine con cui si risponde a un bisogno che un ERP non copre così com'è: standard, configurazione, estensione e solo per ultima la personalizzazione del core, con l'onere della prova che sale a ogni gradino
- Separazione dei compiti
La regola per cui chi crea un dato sensibile non ne esercita anche il controllo: chi crea un fornitore in anagrafica non ne paga le fatture
- Soluzione verticale
La versione di settore di un ERP, costruita da un partner o dal produttore stesso, con personalizzazioni del core mantenute da chi la vende: la coerenza a ogni rilascio la garantisce chi la vende, una volta per tutti i suoi clienti
- Sponsorship della direzione
Il sostegno visibile e continuativo dei vertici: chi ci mette la faccia, firma la comunicazione e arbitra i conflitti fra reparti
- Strategia di passaggio
La scelta fra accendere tutto insieme (big bang), per gradi, o tenere i due sistemi in parallelo
- Tasso di adozione
La misura di chi usa davvero il sistema, contro chi è tornato ai fogli: il numero che dice se l'investimento vive
- Test di carico
La prova coi volumi e la concorrenza veri: la chiusura mensile con tutti collegati, non il sistema vuoto di domenica
- Test di processo
La prova del flusso intero attraverso i moduli: dall'ordine alla spedizione, alla fattura, al saldo contabile
- Test utente
Il collaudo di accettazione (UAT): chi userà il sistema lo prova sui casi propri del reparto, e la sua firma è quella che conta
- Tracciabilità dei requisiti
Il filo documentato che lega ogni requisito alla sua risposta nel sistema e alla prova che lo verifica
- Trasformazione dei dati
La traduzione dal modello dati del sistema vecchio a quello del nuovo: listini, distinte, confezioni e piano dei conti non si copiano, si rimappano
cultura
- Adattamento esterno
La prima famiglia di problemi da cui nasce la cultura secondo Schein: il ciclo missione, obiettivi, mezzi, misure, correzione con cui il gruppo si tiene agganciato al mondo
- Assunti taciti
Le convinzioni che nessuno ha scritto e che tutti seguono: il livello più profondo della cultura, secondo Schein
- Costo del cambiamento culturale
Ciò che serve per spostare gli assunti taciti: il tempo e l'attenzione delle persone che conoscono il processo
- Cultura aziendale
L'insieme dei presupposti condivisi che un gruppo ha appreso risolvendo i propri problemi esterni e interni, e che trasmette ai nuovi membri come il modo corretto di percepire, pensare e sentire; è per il gruppo ciò che la personalità è per l'individuo
- Diagnosi culturale
La lettura della propria cultura: si parte dalle discrepanze fra dichiarato e praticato, si chiede il perché delle pratiche che nessuno sa giustificare, si ascolta cosa si insegna ai nuovi
- Disconferma
I fatti che il gruppo non può più negare - un cliente perso, un mercato che si sposta, un bilancio - e che rendono la conservazione più costosa dell'apprendimento; per Schein è ciò che mette in moto il cambiamento culturale
- Fasi del gruppo
Le quattro età che un gruppo attraversa secondo Schein - formazione, costruzione, lavoro, maturità - ognuna definita dal problema che il gruppo sta risolvendo; la maturità apre il bivio fra reinvenzione e declino
- Integrazione interna
La seconda famiglia: la lingua comune, i confini del gruppo, chi decide, come si trattano errori e conflitti - le regole dello stare insieme che diventano assunti
- Leadership situazionale
Il modello di Hersey e Blanchard (1969): non esiste uno stile di guida migliore in assoluto, e l'efficacia sta nell'adattare lo stile alla maturità di chi si guida
- Livelli della cultura
I tre strati di Schein - artefatti visibili, valori dichiarati, assunti profondi - con la regola di lettura: gli strati alti si interpretano solo alla luce di quello basso
- Maturità dei collaboratori
La coppia di dimensioni su cui si regola lo stile: la competenza (maturità lavorativa) e la spinta a prendersi responsabilità (maturità psicologica); si muovono separate
- Meccanismi di radicamento
Le leve con cui chi guida imprime gli assunti: ciò a cui presta attenzione e ciò che misura, la reazione alle crisi, chi premia e chi promuove, l'esempio personale; per Schein contano più di qualunque dichiarazione
- Mentalità di crescita
La convinzione, formulata da Carol Dweck, che capacità e talento si sviluppino con l'apprendimento; a Microsoft è diventata il nuovo presupposto di fondo del decennio di Nadella
- Metriche come leva culturale
Il principio per cui ciò che l'azienda misura e premia comunica ciò che conta davvero, qualunque cosa dichiarino i valori
- Olacrazia
Il modello organizzativo senza gerarchia tradizionale, a cerchi autogestiti, adottato da Zappos fra il 2013 e il 2015 e in seguito ridimensionato dalla stessa azienda
- Presupposto dominante
La convinzione condivisa e quasi mai dichiarata che governa una fase della vita del gruppo, rispondendo alla sua domanda più urgente: chi ci guida, stiamo insieme, funzioniamo, sopravviveremo
- Sicurezza psicologica
La ragionevole certezza di poter imparare il nuovo senza essere puniti mentre lo si impara; abbassa l'ansia del disimparare e rende possibile il cambiamento degli assunti
- Stili di guida
I quattro modi del modello: dirigere, motivare, sostenere, delegare - dal massimo di struttura al massimo di autonomia, seguendo la crescita della persona
architettura
- Agente AI
Il sistema che percepisce, decide e agisce per raggiungere un obiettivo, e affida a un modello di linguaggio il compito di capire e produrre il testo
- Biforcazione
Il sub-agente che invece di partire dal solo incarico eredita l'intera conversazione del genitore e ne prosegue una copia
- Controllo
Il meccanismo che si sovrappone a una topologia senza sostituirla: l'approvazione, la ripetizione, l'instradamento
- Delega fra agenti
Il meccanismo con cui un agente crea un sub-agente: una chiamata di strumento che l'harness esegue aprendo una nuova conversazione col modello, con l'incarico come argomento
- Harness
Lo strato che, intorno al modello, governa il contesto, gli strumenti, il ciclo di lavoro, le verifiche e le registrazioni. Alla lettera: la bardatura
- Incarico
Il mandato che l'orchestratore consegna con la chiamata di delega: diventa il contesto iniziale del sub-agente, che non vede la conversazione del genitore
- Interfacciamento esterno
Il collegamento con i servizi, le banche dati e le applicazioni fuori dall'agente
- Modello di linguaggio
La parte che capisce e scrive: interpreta il testo che riceve e produce quello che risponde
- Modulo di ragionamento
Il componente che affronta i compiti in cui servono una pianificazione o più passaggi
- Monitoraggio e riscontro
Il componente che registra ciò che è successo e ne verifica gli esiti
- Motore di esecuzione
Il software che fa girare i pesi di un modello dopo che è stato addestrato: li esegue in modo efficiente, li adatta a un compito, li fa stare su macchine più piccole
- Motore di orchestrazione
Il componente che decide quali passi compiere e in che ordine, ed esegue le chiamate agli strumenti
- Sommario
Il testo con cui il sub-agente chiude il lavoro: entra nel contesto del genitore come l'esito di uno strumento
- Sostituibilità del modello
La proprietà per cui cambiare modello è una configurazione e non una riscrittura, e il modello nuovo lavora con la stessa qualità del vecchio
- Sub-agente
Un agente creato da un altro agente per una parte del compito: istruzioni proprie, contesto proprio, strumenti di norma più ristretti; alla fine restituisce al genitore solo il risultato
- Topologia
Il modo in cui gli agenti si dispongono l'uno rispetto all'altro: chi parla con chi
harness
- Caricamento progressivo
La strategia a livelli con cui una competenza entra nel contesto: all'avvio solo nome e descrizione, le istruzioni intere all'attivazione, i file collegati solo se citati
- Ciclo di miglioramento
Un lavoro ricorsivo su una misura definita, che finisce quando la soglia è raggiunta o quando smette di migliorare
- Criterio di uscita
Le quattro condizioni per cui il ciclo si ferma: riuscita, fallimento definitivo, dotazione esaurita, intervento umano
- Dichiarazione degli strumenti
Il nome e la descrizione con cui uno strumento si presenta al modello: è l'unico criterio con cui il modello sceglie
- Memoria di lavoro
Lo stato esplicito del compito in corso: passi fatti, esiti, decisioni prese
- Memoria durevole
Ciò che l'agente conserva oltre il compito: preferenze, convenzioni, fatti stabili
- Obiettivo
Un lavoro con un traguardo riconoscibile, che può richiedere molti passaggi ma finisce quando è fatto
- Recupero
La ricerca dentro una raccolta di documenti, per mettere nel contesto solo la parte che serve al passo in corso
- Skill
Una procedura scritta in un formato standard: una cartella con un file di istruzioni, un nome e una descrizione, che l'harness dichiara in catalogo e carica per intero solo quando il compito la richiede
- Valutazione
L'insieme fisso di casi con l'esito atteso, rieseguito a ogni modifica per misurare riuscita, costo e tempo
- Verifica degli argomenti
Il controllo dei parametri prodotti dal modello prima di eseguirli, trattati come dati di cui non fidarsi
rischio
- Allucinazione
Contenuto inesatto prodotto con la stessa sicurezza di quello giusto
- Autonomia dell'agente
La capacità di decidere quali compiti affrontare e in che ordine, senza supervisione
- Ciclo di vita di un modello
Un modello viene pubblicato, resta in servizio per un tempo che il fornitore non dichiara e a un certo punto viene ritirato: come ogni prodotto ha un inizio e una fine, decisi da chi lo produce
- Contaminazione del contesto
Un'informazione errata entrata nel contesto continua a influenzare ogni iterazione successiva
- Essere umano nel ciclo
Il sistema si ferma e attende l'approvazione di una persona che ha l'autorità di bloccare. Da non confondere con human on the loop, che è sola osservazione
- Idempotenza
La proprietà dell'operazione che, ripetuta, lascia il mondo come se fosse stata eseguita una volta sola
- Iniezione di istruzioni
Il testo che l'agente legge può contenere comandi, perché per il modello istruzioni e dati arrivano nello stesso canale
- Responsabilità
La domanda su chi risponde degli errori dell'agente, su quali dati tratta e con quali obblighi di legge
- Rischio di dipendenza
Quando un agente entra nel processo, l'organizzazione perde la pratica di fare a mano e dipende da un componente che cambia per decisione altrui
- Ritiro delle versioni
Un modello viene dichiarato in dismissione, resta disponibile per un periodo annunciato e poi smette di rispondere
- Vincolo al fornitore
L'insieme di formati, integrazioni e tariffe di uscita che rende il passaggio ad altri abbastanza caro da non farlo
costo
- Costo a consumo
Il pagamento in proporzione al testo scambiato col modello di un fornitore, senza investimento iniziale
- Costo di possesso
Le macchine, l'energia e le competenze per far girare il modello in proprio
- Costo per compito risolto
Quanto si spende per arrivare al risultato, non per milione di token: un modello meno capace itera di più, e può costare di più pur costando meno a chiamata
- Crescita del contesto
A ogni iterazione l'harness rispedisce l'intera conversazione, quindi ogni passaggio costa più del precedente
- Punto di pareggio
Il volume d'uso oltre il quale il costo di possesso diventa più conveniente del costo a consumo
- Token
L'unità discreta in cui il tokenizzatore codifica il testo: può essere una parola intera, una sottoparola, un carattere, un byte, punteggiatura o un simbolo speciale; è anche l'unità su cui si misura la spesa a consumo
- Tre prezzi del token
Ingresso, ingresso già elaborato e uscita hanno tariffe diverse: la seconda è di molto la più bassa, la terza la più alta
- Utilizzo degli acceleratori di calcolo
La quota di tempo in cui le macchine lavorano davvero invece di aspettare richieste
mercato
- Ammortamento
La quota con cui ogni anno si ripartisce nei conti il costo di un bene destinato a durare
- Costo di addestramento
La spesa per produrre un modello: soprattutto macchine e personale di ricerca, pochissimo energia
- Costo di servizio
Quanto costa al fornitore rispondere a una singola chiamata: elettricità e macchina impegnata
- Costo totale
Il costo di servizio più l'addestramento del modello e i centri dati costruiti per una domanda futura
- Divario fra investimento e ricavo
Gli investimenti in centri dati crescono più in fretta dei ricavi che l'AI produce
- Pesi aperti
I modelli i cui parametri si possono scaricare e installare, usare senza canone e senza dipendere da un fornitore
- Rincaro della memoria
Il prezzo della memoria è salito perché i centri dati ne assorbono una quota crescente della produzione
adozione
- Competenza di dominio
La conoscenza di un processo abbastanza profonda da dire dove un agente aiuterebbe e dove sarebbe una complicazione
- Costo del tentativo
Quanti esperimenti falliti un'organizzazione può permettersi prima di quello che funziona
- Dati in ordine
Le informazioni di un processo in forma utilizzabile, invece che nei fogli personali e nelle teste
- Divario di adozione
La distanza fra chi usa l'AI e chi no, misurata per dimensione d'impresa: 55% delle grandi contro 17% delle piccole in Europa nel 2025
- Modello specialistico
Il modello addestrato su una materia stretta, capace su quella di battere un generalista con meno risorse
agenti-ai
- A2A
L'Agent2Agent, il protocollo aperto per il dialogo fra agenti di produttori diversi: come un agente dichiara le proprie capacità, riceve un compito e lo segue nel tempo, con scambi sicuri anche fra organizzazioni. Nato in Google nel 2025 e donato alla Linux Foundation, oggi è implementato nelle piattaforme per costruire agenti più che negli harness d'uso quotidiano; il capitolo A2A nello studio per agenti di Oracle ne segna l'arrivo a catalogo negli ERP. Nel colloquio ogni agente resta opaco: sul filo passano messaggi, compiti e artefatti, mai la memoria interna
- Carta dell'agente
Il biglietto da visita digitale di un agente nel protocollo A2A: un documento che ne dichiara identità, capacità e indirizzo del servizio, pubblicato a un indirizzo convenzionale, in un registro o scambiato in privato, e che il client conserva in cache come una normale risorsa web
- Richiesta all'utente
Il meccanismo con cui un server MCP chiede qualcosa a chi usa l'agente - un dato mancante, una conferma a metà operazione - passando dal client: l'elicitation della specifica, potenziata a fine 2025 con le scelte guidate a opzione singola o multipla e la conferma attraverso una pagina web
- Sistema a regole
Il modo in cui si costruiva il software intelligente prima dei modelli di linguaggio: condizioni scritte a mano da chi programmava - «se succede questo, fai quello» - efficaci nei perimetri stretti e stabili, incapaci di capire il linguaggio naturale e di generalizzare a situazioni non previste
- Standard designato
Uno standard che ha già il governo, la specifica e il consenso dei produttori, ma non ancora casi di produzione documentati: scelto prima di essere usato. È il gradino sotto lo standard adottato, quello che il mercato ha già messo al lavoro, e la distinzione fra i due misura la maturità di un protocollo meglio degli annunci
tecnica
- Contesto
Ciò che si consegna al modello a ogni richiesta. È una risorsa finita: si spende con giudizio, non si riempie
- Few-shot prompting
La tecnica di mettere nel prompt due o tre esempi di ciò che si vuole ottenere
- Non determinismo
A parità di domanda il modello può rispondere in modo diverso e seguire un'altra strada
- Prompt
Le istruzioni, gli esempi e il contesto che si consegnano al modello, scritti in linguaggio naturale
topologia
- Architettura a rete
Gli agenti, tutti alla pari, collaborano senza un coordinatore
- Architettura gerarchica
Un supervisore coordina agenti specializzati e ne compone i risultati
- Architettura parallela
Più agenti lavorano su compiti indipendenti, e i risultati si mettono insieme alla fine
- Architettura sequenziale
Ogni agente lavora sul risultato del precedente
valutazione
- Costo di ricostruzione
Quanto costa capire cosa è andato storto dopo che è successo
- Frontiera costo-accuratezza
L'insieme dei modelli per cui nessuno più economico fa meglio; tutti gli altri sono battuti su entrambe le misure insieme
- Tesi del vincolo stringente
Sui compiti lunghi, fra modelli comparabili, l'harness determina il risultato più del modello
controllo
- Instradamento
Un agente classifica le richieste e le manda allo specialista giusto
- Ripetizione
Il lavoro ripetuto su una misura, che si conclude quando la soglia numerica dichiarata è raggiunta
ottimizzazione
- Riuso del contesto
Il pagamento a tariffa ridotta della parte di contesto identica alla chiamata precedente
- Scelta del modello per passo
Un modello piccolo per i passi semplici, quello grande riservato ai passi che lo meritano
protocollo
- Model Context Protocol
Lo standard aperto che collega le applicazioni AI a dati e strumenti
sicurezza
- Permessi minimi
La regola di dare all'agente i soli diritti che servono alla fase in corso, e di richiuderli subito dopo
storia
- BDI
Credenze, desideri e intenzioni: il modello degli agenti a regole degli anni Novanta